Laboratory of Art and Style

Una ristrutturazione durata quattro anni


Foto e testo di
Stefano Frisoni


Prefazione



 

Tutti i giorni abbiamo obiettivi da raggiungere cercando di arrivare al traguardo nel migliore modo possibile ricercando vecchie e nuove esperienze che ci insegnano e guidano senza errori in questo cammino.
Questa è una breve storia dove la tecnica, la coltivazione e la passione rendono questo Quercus ilex un bonsai pronto per un cammino di maturazione
fatto di traguardi da raggiungere nel tempo senza fretta e con grande rispetto.



Questa storia iniziò ancor prima dall'amico Patrizio Fermani che partendo da un semplice albero raccolto in natura, fu portato con anni di coltivazione e lavorazioni ad un livello molto promettente per rendere questo albero un bonsai di pregio nel futuro.
Nel 2004 l'albero entrò a far parte della mia collezione continuando così un buon lavoro già iniziato, dedicandomi in particolare alla sua maturità e alla sua strutturazione. Un lavoro che non termina mai, ma che negli ultimi 4 anni ha dato i suoi frutti portando questo Quercus ilex ad un altro livello superiore di coltivazione e tecniche applicate.


Per tutto il 2005 avevo bisogno che la pianta diventasse forte per eseguire una ristrutturazione alla ramificazione secondaria e terziaria con la filatura e una potatura di formazione abbastanza aggressiva da cui poter ripartire correttamente.
Una buona concimazione sbilanciata e una potatura mirata per mantenere la forma e fare arretrare la vegetazione mi hanno aiutato in questo intento.
La concimazione “sbilanciata” è solamente una concimazione che si basa sui periodi e fabbisogni della pianta, quindi avremo in primavera un maggior apporto di azoto (N) e minore fosforo (P) e potassio (K). Nella fase di maturazione della nuova vegetazione, prima dell'estate, avremo bisogno di più fosforo e potassio per aiutare la fase di lignificazione.
Il ciclo si ripete dopo il periodo più caldo dell'estate quando la pianta riprende a muoversi dando più azoto per la ripresa e concludendo con una concimazione autunnale con più fosforo e potassio preparando così la pianta ad una rapida lignificazione, all'inverno ed a una buona ripresa nella primavera successiva.
Tutto questo non ha periodi fissi sul calendario che possono variare da climi diversi di nazioni o addirittura regioni, basta imparare ad osservare l'albero, capendo i suoi cicli e i suoi bisogni.

 


Nel febbraio del 2006 la pianta entrò nel mio laboratorio per la fase di ristrutturazione della ramificazione. Lo scopo è quello di dare con la filatura un andamento e una disposizione corretta hai rami secondari per così poter partire con una ramificazione successiva nel tempo solo con la potatura, cosa molto più ideale per rendere molto più naturale una latifoglia.



In questa fase di legatura, oltre a disporre i rami, viene effettuata anche una potatura “aggressiva” della parte apicale del germoglio lasciando solamente una coppia di foglie. Questo mi permetterà di avere una nuova vegetazione più arretrata su cui potere lavorare e selezionare in futuro.
Vengono tagliati anche tutti i doppi rami, rami che crescono verso il basso, rami che incrociano, tutto questo permetterà oltre ad avere più luce all'interno della chioma per le nuove gemme, un buon ritmo nella ramificazione rendendola non confusa ma fluida e bella da osservare.



Completata la legatura osservo il nuovo disegno dato alla pianta, un disegno che si seguirà nei prossimi anni solo con la potatura.
Il filo verrà tolto a gradi nel tempo facendo incidere quel tanto indispensabile su tutti i rami in modo che il segno sparisca a breve e nello stesso tempo riesca a mantenere la posizione data. Facendo in questo modo, avendo attenzione e controllando periodicamente quale filo togliere mi permetterà di non applicare più filo attorno hai rami ma in casi estremi solamente piccoli tiranti per mantenerli in una buona posizione eliminandoli poi anche essi con il tempo.


Nella primavera stimolo la pianta ad una buona ripresa dopo la lavorazione, complice anche l'adeguata coltivazione-preparazione dell'anno precedente che ora da i suoi frutti facendo passare indenne e con forza lo stress subito.
In questo periodo la pianta, visto il suo vigore, viene esposta al “Decennale UBI 2006” dove viene riconosciuta come “Importante Bonsai Italiano”.
Da qui, si continua per tutta la fine del 2006 e il 2007 la ristrutturazione appena cominciata. Piano piano vengono eliminati tutti i fili, le potature si susseguono periodicamente in modo da creare una buona ramificazione terminale.
In questa fase le potature vengono eseguite con criterio avendo così una foglia più piccola e internodi più corti. Il criterio che applico è quello di potare quando il nuovo germoglio è in fase di lignificazione e non quando è ancora fresco, lasciando solo una coppia di foglie. In questo modo le foglie rimanenti non ingrosseranno più stimolando, per compensare il volume fogliare, altre gemme dormienti anche arretrate. Potete notare come un germoglio nuovo già maturo abbia foglie e internodi più piccoli alla partenza per poi allungarsi e ingrandirsi come foglie verso l'apice del germoglio. Se praticassimo prima questa potatura, quando il germoglio è ancora fresco avremo un allungamento dell'internodo e un ingrossamento delle foglie rimanenti perché il germoglio è ancora in fase di crescita e dovrà compensare come volume quello che abbiamo tagliato.
Anche la concimazione sarà leggermente variata per mantenere in forza la pianta controllando il vigore, quindi la pianta dovrà fare la prima vegetata primaverile con le forze accumulate nell'anno precedente e con le scorte immagazzinate nell'ultima concimazione autunnale.

 



Nella primavera del 2008 la pianta ripaga in questo modo la tecnica e la coltivazione applicata in questo periodo.
Ora posso praticare la defogliazione totale, tecnica sconsigliata a una sempreverde se non è al massimo del suo vigore e sconsigliata da applicare ripetutamente negli anni.
Lo scopo è quello di bilanciare la chioma nel suo vigore dai rami bassi a quelli apicali e una volta svestita dal fogliame correggere con la potatura la nuova vegetazione creata in questi anni.

 


A maturazione della nuova vegetazione quindi, si procede alla defogliazione dei 2/3 della pianta lasciando integra la parte apicale.
Nel frattempo accorcio la nuova vegetazione e sistemo con la potatura la ramificazione finale di questa parte senza foglie.
Eliminare le foglie strappando a questa essenza risulta difficile e dannosa rischiando di perdere la gemma dormiente all'inizio della foglia, quindi bisogna agire tagliando le foglie una ad una a metà picciolo.
In questa fase prima che la pianta faccia nuove foglie , bisogna fare molta attenzione all'irrigazione, la pianta rallenta i suoi ritmi e processi avendo così un minor assorbimento radicale. Troppa acqua e un terreno sempre umido, rischieremo un marciume radicale che potrebbe compromettere la pianta stessa.


 

Passati circa 15-20 giorni si procede alla defogliazione della parte apicale avendo così la possibilità di vedere una sempreverde spoglia e godersi così questa nuova ramificazione creata.

 

 


Le gemme non tardano ad aprirsi e a comparire le nuove foglie prima nella parte bassa della pianta dove per primo avevamo eliminato le foglie avendo così più vigore rispetto all'apice.
In questa fase si eliminano i nuovi germogli superflui, ovvero quelli che crescono in maniera sbagliata o quelli che non ci servono per creare una buona ramificazione.

Ad un mese dalla defogliazione totale ecco come si presenta la pianta con il nuovo fogliame. Ora si attenderà che la pianta si riprendi da questa ennesima fatica lasciandola vegetare tranquillamente, intervenendo solo a fine stagione con una leggera potatura di mantenimento.

 

 


 

Un lavoro di ristrutturazione durato 4 anni e non ancora finito, ci permette di capire e valutare il nostro metodo di tecniche e coltivazione applicate, cercando sempre il meglio ad ogni esigenza della pianta in ogni occasione e situazione.
Questo fa parte delle proprie esperienze di anni che ci permette di correggere i propri sbagli e provare nuovi metodi.

 

Lunga è ancora la strada per la maturità di questo bonsai, i prossimi interventi saranno a livello radicale e ancora a livello di ramificazione creando spazi vuoti in un contesto ancora troppo pieno a mio parere.
Ma questa sarà un'altra storia ancora tutta da vivere e da scrivere.
Buon bonsai a tutti gli appassionati!

Pubblicato sulla rivista Bonsai Magazine e Bonsaitalia 2009.

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