Laboratory of Art and Style

Juniperus Kishu

Uniti per un Kishu


Testo e foto di Alessandro Margutti
Supervisione di Stefano Frisoni

 


L’inizio della storia di questo ginepro risale all’estate del 2003. Ero fortunatamente in Giappone con l’amico Marco Invernizzi , avevo in mente di tornare in Italia con qualche pianta per elevare il livello qualitativo della mia collezione bonsai. Fortunatamente Marco mi propose anche questo ginepro. Non era della qualità Itoigawa ma Kishu, forse meno apprezzata per le fattezze dell’ago, ma era indiscutibilmente una pianta vecchia ,con molti anni di coltivazione in vaso , anche se trascurata ormai da qualche tempo ma con un buon potenziale .Con queste premesse la pianta giunse in Italia la stagione successiva dopo un lungo viaggio in container.
Appena arrivato il ginepro venne lasciato vegetare liberamente per acclimatarsi e recuperare il vigore necessario per le lavorazioni che avrebbe dovuto sopportare in futuro. Nonostante molte delle piante che arrivano dal Giappone posseggono un vigore invidiabile , l'anno di recupero poteva fare solo che bene anche se il piccolo vaso e la compattezza del pane radicale non garantivano il massimo delle possibilità di crescita .

 


In questa stagione non mi sono preoccupato di rifinire e ripulire gli strati di corteccia e le impurità che si erano consolidati sulla legna secca negli anni.
Operazione che ho effettuato la primavera successiva ( marzo 2005) prima che Marco iniziasse il nuovo disegno futuro .

 


Ho sempre nutrito un debole verso forme ricadenti per i ginepri, non che tutti gli altri stili non mi piacciano, ma sento più attraenti e “ realistiche “ quelle forme a cascata o semi cascata che si possono trovare anche dalle nostre parti su rocce esposte a mare o costoni di montagna.
La lavorazione di Marco è proceduta in quella direzione; in più il precedente posizionamento nel vaso non risaltava il movimento della vena e le parti condivise con la legna secca .
Con il rinvaso, Marco ha approfittato anche per cambiare l'inclinazione e il posizionamento nel vaso ( provvisorio) , in modo da allargare il nebari. Si capisce che il primo ramo era una delle zone nelle quali si sarebbe dovuto intensificare il lavoro d'infittimento e cimatura per creare una parte di cascata “credibile”.

 


Alla fine della stagione vegetativa (ottobre 2005) il ginepro aveva risposto in modo positivo rispetto agli obiettivi prefissati.
L’anno 2006 è stato speso per cercare di fare crescere quanto più possibile per preparare al meglio la lavorazione che Marco avrebbe dovuto eseguire nel periodico laboratorio a casa di Alfiero.
Cosa che puntualmente è avvenuta nella primavera successiva, sono state create delle incisioni sulle vene per aumentarne la dinamicità riprendendone il movimento e reimpostazione delle masse di verde.


 

Durante l’estate 2007 con l’amico Stefano Frisoni concordammo sulla possibilità di rifinire la pianta in prospettiva della mostra Nazionale Italiana 2008, visto che desideravo cambiare il vaso alla pianta per facilitare le operazioni di drenaggio dell’acqua.
Tra dicembre e gennaio la pianta si fermò nello studio dell'Istruttore pronta per una nuova rifinitura meticolosa.


 


Iniziò il lavoro pulendo le vene linfatiche e risanando il legno secco evidenziando e accentuando così il morbido e continuo movimento.
Il contrasto del rosso della vena e il bianco-grigio del secco offre un'incantevole gioco di colore apprezzabile in queste essenze.

 


Il lavoro di filatura e impostazione nello studio di Stefano procede al meglio.
Nulla è lasciato al caso, anche questa operazione deve essere precisa e ordinata in modo da non disturbare ed essere notata nel disegno finale, permettendo inoltre alla pianta di non essere stressata più di tanto.

 


Ha eseguito secondo me una performance notevole, un meticoloso lavoro di legatura, rifinitura del secco, delle vene e posizionamento del verde partendo dal ramo basso fino ad arrivare all’apice disponendo in modo ordinato tutti i palchi.
Un lavoro preciso e fatto con cura, accentuando l'inclinazione della pianta per il futuro rinvaso imminente dando più carattere al nuovo lavoro fatto.

La pianta, tornata a casa, è passata poi sotto le mani di Marco Invernizzi( nel periodico laboratorio che si tiene ogni primavera a casa Suardi ) con il quale abbiamo affrontato il rinvaso nel recipiente commissionato a John Pitt. Fondamentale è stata l’inclinazione in vaso e il posizionamento per allargare il nebari e scoprire la partenza della vena.


 

Questo lavoro di gruppo negli anni ha permesso di esaltare al massimo questo ginepro ricevendo una Menzione di Merito alla Nazionale UBI 2008 e la selezione al Congresso BCI-IBS a settembre in Valle d'Aosta.
Mi sento di ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di raggiungere questo traguardo ma soprattutto per avere esaltato la bellezza intrinseca di questo bel bonsai!!

 

 

 

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Pubblicato sulla rivista Bonsai Magazine e Notiziario UBI 2008.