Cupressus
Sempervirens
Da
albero a bonsai
Testo e foto di Stefano Frisoni

Dobbiamo
sempre ricordare e rispettare il grande lavoro che ha svolto
la natura quando lavoriamo un yamadori. Il nostro lavoro
arriva sempre dopo... coltivare, curare ed esaltarne la
bellezza è quello che facciamo quando un albero prende
la via del bonsai.
Ritengo questo Cupressus sempervirens un'opera d'arte della
natura, nel suo inusuale stile, nel suo carattere e nella
forza che sprigiona osservandolo.
L'arte della natura si unisce alla nostra potendo così
creare un buon bonsai di pregio negli anni avvenire.
Al
momento della raccolta e della messa in vaso, forse non
tutti potevamo cogliere il vero carattere che avrebbe avuto
nel tempo come bonsai.
Il passaggio dal raccoglitore ad altri artisti che nel tempo
hanno coltivato, lavorato ed impresso la loro mano ha portato
l'albero a prendere una propria strada divenendo così
un bonsai di pregio.
La
pianta entrò a far parte della mia collezione e dopo
qualche anno di coltivazione era giunto il momento di rifinirla
dando così anche ad altri la possibilità di
avere le stesse mie emozioni quando la osservo e mi prendo
cura di lei.
Le foto mostrano alcune angolazioni della pianta nel mio
laboratorio prima della completa ristrutturazione.

Inizio
il lavoro di ristrutturazione della parte alta della pianta,
lasciando perdere il ramo che scende giù a cascata.
Il primo ramo a sinistra deve essere molto imponente in
modo da bilanciare l'albero che scende a destra.
Una buona legatura, poco filo del diametro giusto e l'aiuto
di qualche tirante ci permette di rifinire senza avere troppo
rame avvolto dando così più armonia e naturalità
al lavoro.


Lo
shari naturale è un punto focale della pianta, quindi
da evidenziare lasciando degli spazi aperti. Poche sono
le modifiche che ho fatto su questa parte, giusto una pulizia,
un trattamento per non farla deteriorare e qualche ritocco
manuale in alcuni punti per evidenziarli.

Spostandomi con il lavoro sul retro della pianta ecco i
primi inconvenienti.
Tre rami che partono dallo stesso punto, sicuramente furono
lasciati per riempire quella zona senza calcolare che con
il tempo il punto di partenza dei rami si sarebbe ingrossato
perdendo così conicità del ramo e naturalità.
Eliminando quello centrale compatto ulteriormente la chioma
e risolvo per ora questo inconveniente senza stravolgere
e intaccare il nuovo disegno che ho in mente.
In futuro ne rimarrà solamente uno che darà
profondità risolvendo così del tutto il problema
d'ingrossamento della parte.
Il nuovo disegno della chioma sta prendendo forma dopo ore
di lavoro, legando, potando e impostando. In un surreale
silenzio emozioni e sensazioni mi trasportano in un'altra
dimensione. Adoro questi momenti di solitudine e di confronto
con me stesso, sono momenti molto particolari che danno
vita e nutrimento alla mia creatività.
Terminata
la parte alta della pianta ora mi concentro nel ramo che
scende a cascata. Il ramo è molto pieno quindi dovrò
ridimensionare e pareggiare il vigore portandolo ad essere
un tutt'uno con la chioma e il disegno futuro.
La cosa fondamentale è quella di diminuire la massa
e dare movimento, quindi valuto quali rami in eccesso tagliare
nascondendoli e poi agisco.
Tre tagli ben mirati portano già ad un buon miglioramento
sia come ridimensionamento della massa vegetativa che come
movimento.
Con l'applicazione del filo ora posso definire meglio quello
che avevo in mente.
Come un ruscello di montagna che scende muovendosi nel suo
cammino, determinato e libero.
Alcuni scatti dei particolari a lavoro ultimato.
Il vaso ancora troppo grande a mio avviso, sarà cambiato
con una nuova forma il prossimo anno dando alla pianta tempo
per riprendersi e rinforzarsi da questa ultima lavorazione.
Essenza veramente straordinaria il Cupressus sempervirens,
molto vigoroso e generoso nel suo vegetare dando soddisfazione
in pochissimo tempo.

Un
lavoro meticoloso e preciso come quando la natura crea le
proprie bellezze.
Le due arti, la natura e l'uomo si fondono insieme per dare
vita a quello che per me rappresenta il bonsai fatto di
tempo e dedizione giorno dopo giorno e anno dopo anno.
Un gioco di emozioni, sentimenti e bellezza rappresentano
il mio modo di fare bonsai, e quando raggiungo questo scopo
a lavoro ultimato sono molto contento di questa nuova esperienza
che rimarrà per anni nei miei ricordi.
__________________________________________________________________________________________________
Per
maggiori informazioni su questa lavorazione visitate il
forum bonsai alla pagina:
http://www.trinacriabonsai.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=667
Pubblicato su Bonsai Magazine, Bonsaitalia 2008.